Biblioteca di Cura ILS

Parte 6 · Vivere soli e tecnologia

Vivere da soli e la tecnologia che si prende cura

Contenuto in revisione professionale prima della pubblicazione.

1Il pulsante di allarme e il rilevamento delle cadute

Il problema

Una caduta quando si è soli può passare da uno spavento a un'emergenza grave. Non è tanto il colpo: è il tempo a terra senza poter chiedere aiuto, che può portare disidratazione, piaghe, freddo e complicazioni serie.

Cosa succede dentro

Più l'aiuto tarda, peggiore è l'esito. Per questo esiste un piccolo apparecchio semplice che avvisa all'istante: un pulsante che si porta addosso e che, premuto, mette in contatto con qualcuno che manda aiuto.

Passo dopo passo

  1. Procurati un pulsante di allarme (ciondolo, braccialetto o orologio) che, premuto, chiami un servizio o la famiglia, con voce nei due sensi per parlare.
  2. Scegline uno con rilevamento automatico delle cadute: se la persona cade e non riesce a premere, l'apparecchio avvisa da solo. Molti che cadono non riescono a premere il pulsante.
  3. Che lo porti sempre, anche in bagno e nella doccia, dove avvengono molte cadute. Cercane uno resistente all'acqua.
  4. Se esce di casa, un modello con GPS e segnale cellulare serve anche fuori, senza dipendere dal Wi-Fi.
  5. Esercitatevi a premerlo una volta per perdere la paura, e tieni aggiornati i numeri di contatto.

Cosa non si deve mai fare

  • Non tenerlo mai in un cassetto "perché non si consumi": un pulsante nel cassetto non salva nessuno.
  • Non fidarti mai del solo pulsante: continua a rendere la casa sicura dalle cadute (vedi il capitolo del camminare e quello del dopo una caduta).
  • Non lasciare mai i dati di contatto senza aggiornarli.

Quando chiedere aiuto

Se la persona vive sola o ha già avuto cadute, un pulsante con rilevamento delle cadute è tra le prime cose da aggiungere. Informati sulle opzioni che esistono nel tuo paese.

2Sensori, promemoria e la casa che avvisa

Il problema

Vivere da soli porta dimenticanze e momenti senza compagnia: un farmaco non preso, un fornello acceso, una caduta senza testimoni. C'è tecnologia semplice che aiuta senza togliere l'indipendenza.

Cosa succede dentro

Usata bene, la tecnologia è una rete di sicurezza, non una gabbia. La chiave è scegliere ciò che risolve il problema più urgente e rispettare sempre la dignità e la decisione della persona.

Passo dopo passo

  1. Per i farmaci: portapillole che avvisano con luce o suono all'ora giusta, o che avvisano la famiglia se la dose non viene presa (vedi il capitolo dei farmaci).
  2. Un altoparlante vocale può ricordare appuntamenti e medicine, fare chiamate a mani libere e, in alcuni, chiedere aiuto parlando.
  3. Sensori di movimento o di porta avvisano se qualcosa esce dal solito; scegli quelli che tutelano l'intimità (di movimento o di calore) invece delle telecamere.
  4. Se si usano telecamere, solo con il permesso della persona e mai in bagno né in camera. L'intimità non si negozia.
  5. Comincia da un solo apparecchio, quello del bisogno più grande, e padroneggialo prima di aggiungerne un altro.

Cosa non si deve mai fare

  • Non mettere mai telecamere senza avvisare né senza permesso: sorvegliare di nascosto umilia e rompe la fiducia.
  • Non riempire mai la casa di apparecchi tutti in una volta: confondono più di quanto aiutino.
  • Non usare mai la tecnologia per controllare; usala per accompagnare.

Quando chiedere aiuto

Un terapista occupazionale o un tecnico possono aiutarti a scegliere ciò che è giusto per quella casa e quella persona. La telemedicina (una visita per video) fa anche risparmiare viaggi difficili.

3Anche la solitudine va curata

Il problema

Vivere da soli non è lo stesso che sentirsi soli, ma spesso vanno insieme. E la solitudine prolungata non è solo tristezza: fa male alla salute quanto molte malattie.

Cosa succede dentro

La solitudine lunga si associa a più depressione, declino della memoria e problemi del cuore. Al contrario, fare cose con altri e sentirsi utili allunga la vita e migliora l'umore. La tecnologia aiuta, ma non sostituisce il contatto umano.

Passo dopo passo

  1. Crea una routine di contatto: una telefonata o una visita in giorni fissi, perché nessuno passi troppo tempo senza parlare con qualcuno.
  2. Usa le videochiamate per vedere volti cari, soprattutto se la famiglia vive lontano. Vedere è più che sentire.
  3. Cerca attività con altri su misura per lei: un gruppo, un club, la chiesa, un laboratorio, o compiti che la facciano sentire utile.
  4. Cura ciò che apre il mondo: occhiali, apparecchi acustici e un modo per spostarsi. La vista scarsa, la sordità e il non poter uscire rinchiudono.
  5. Se noti che si isola, si spegne o perde interesse, non lasciar passare: accompagnala e, se serve, cerca un aiuto professionale.

Cosa non si deve mai fare

  • Non usare mai gli schermi come unica compagnia: una telefonata non sostituisce un abbraccio.
  • Non minimizzare mai l'isolamento come se fosse un dettaglio: è un rischio di salute reale.
  • Non decidere mai al posto suo senza tenere conto di ciò che vuole e le piace.

Quando chiedere aiuto

Se compaiono tristezza profonda, svogliatezza che non cede o segnali di depressione, parlane con il medico. E per chi assiste e si sente solo anche lui, il capitolo del benessere di chi assiste è per te.

E la casa?

Questa biblioteca è gratuita. iliapp.com è un servizio professionale che valuta la casa per renderla più sicura.

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